La salute organizzativa ed i metodi di valutazione ed intervento sullo stress lavoro-correlato

Il Laboratorio in questione nasce dall’esigenza di mettere a frutto e dare formalizzazione alle esperienze pluriennali del sottoscritto e di altre colleghi che, seppure in altri settori scientifico-disciplinari, si occupano di tematiche inerenti la salute organizzativa nelle sue varie dimensioni: psico-organizzative, psico-biologiche, cognitive, epidemiologiche ed igienico-sanitarie, sociali. La messa a punto di strumenti diagnostici adatti a misurare in modo attendibile e valido sul piano psicometrico la pluralità di variabili osservabili in ambito aziendale, induce a sistematizzare in appositi “contenitori tematici di ricerca” (con ricadute sin troppo ovvie, per un verso, nella didattica, per un altro verso nell’intervento diagnostico e formativo), quanto sinora prodotto nella letteratura e nelle prassi di ricerca-intervento.
E’ risaputo che lo stress è per frequenza il secondo problema di salute legato all’attività lavorativa (European Foundation for the Improvement of Living and Working Conditions, 2007); interessa quasi un lavoratore europeo su quattro, e ad esso è attribuibile il 50-60% delle giornate lavorative perse. Le più aggiornate previsioni delle Agenzie internazionali come la European Agency for Safety and Health at Work suggeriscono che il numero di persone che soffrono di stress legato all’attività lavorativa è destinato ad aumentare. I lavoratori stressati sono meno produttivi, più propensi ad assentarsi, contribuiscono meno al funzionamento dell’organizzazione (Rajbhandary, Basu, 2010).
Lo stress lavorativo va inquadrato in una modalità integrata con i rischi di tipo fisico e biologico, sottolineando la duplice valenza del concetto di sicurezza sul lavoro: da un lato, infatti, ci si riferisce alle condizioni dell'ambiente lavorativo, obiettive e controllabili, che influenzano il numero di infortuni e la salute fisica dei dipendenti; dall'altro si fa riferimento alla sicurezza così come è percepita dai lavoratori.
La promozione della salute negli ambienti di lavoro prevede dunque l’attivazione di un processo che è sostenuto sia dal miglioramento dell’organizzazione e dell’ambiente di lavoro ma anche dal supporto allo sviluppo personale al fine di migliorare la qualità di vita e del lavoro. Lo scopo è realizzare il benessere fisico e psichico, individuale e collettivo, dei lavoratori.
In relazione poi ai campi di ricerca generali che investono la dimensione della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, giova ricordare che essi investono: la Psicologia sperimentale e applicata; le dinamiche socio-emotive degli individui e dei gruppi; la valutazione neuropsicologica e clinica; l’Igiene e l’Epidemiologia; l’Organizzazione del lavoro; il Comportamento organizzativo, la formazione, lo sviluppo e la valutazione delle risorse umane.
 
Responsabile del laboratorio: prof. Giuseppe Santisi (gsantisi@unict.it)