Irene FALCONIERI

Ricercatrice t.d. (art. 24 c.3-b L. 240/10) di Antropologia culturale [M-DEA/01]

Temi di ricerca

  • Antropologia dei disastri e del rischio
  • Emergenza e politiche pubbliche
  • Conflitti socio-ambientali e Antropocene
  • Trasformazioni urbane, turismo e abitare
  • Antropologia dell’acqua e del patrimonio
  • Salute mentale e archivi
  • Antropologia pubblica e applicata

Irene Falconieri è ricercatrice (RTD-B) di Antropologia culturale presso il Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università di Catania, dove insegna Antropologia del patrimonio e del turismo e Antropologia culturale e coordina il Laboratorio di ricerca «Turismo, Ambiente e Trasformazioni urbane». È abilitata alle funzioni di professore universitario di II fascia. Ha conseguito il dottorato in Antropologia presso l’Università di Messina ed è stata assegnista di ricerca nelle Università di Catania e di Messina, partecipando a progetti nazionali e internazionali, tra cui i PRIN «Ecofrizioni dell’Antropocene» e «S.E.L.F.», reCITY e «Sicilian Rebirth» della University of Toronto Scarborough.

La sua ricerca indaga le forme in cui i concetti di vulnerabilità, rischio e cura prendono corpo nelle relazioni tra comunità, ambiente e istituzioni, attraverso l’etnografia dei disastri, dei conflitti socio-ambientali e delle trasformazioni urbane nella Sicilia contemporanea. Il primo nucleo di questo percorso è un’antropologia dei disastri attenta alla loro dimensione processuale: a partire dall’etnografia dell’alluvione che nel 2009 ha colpito un comune della Sicilia nord-orientale, ha analizzato il disastro come «lento scatenarsi di un evento» più che come rottura improvvisa, mettendo in luce le retoriche e i conflitti che accompagnano le politiche pubbliche, le pratiche di resistenza di territori e persone colpite, la memoria sociale delle catastrofi e il configurarsi dell’emergenza come condizione permanente e dispositivo di governo.

La critica al dispositivo emergenziale e l’approccio processuale si sono estesi all’analisi delle «ecofrizioni» dell’Antropocene: muovendosi tra le aule dei tribunali e i comuni dell’area industriale, nel polo petrolchimico siracusano ha indagato i modi in cui l’interdipendenza storicamente costruita con l’industria pesante abbia strutturato forme di consenso, di attivismo e di contestazione, in cui corpi, ambiente e salute diventano oggetto di prova, di negoziazione e di contesa.

Un ulteriore asse di ricerca riguarda l’abitare la città e le sue trasformazioni. Considerando le persone con un vissuto migratorio come abitanti più che come «stranieri», ha indagato strategie insediative, economie e usi dello spazio pubblico nelle città della Sicilia orientale, intesi come pratiche capaci di produrre appartenenza, conflitto e partecipazione. Nei mercati storici di Catania, aree esposte al rischio alluvionale e di allagamento, interroga i processi di turistificazione e rigenerazione urbana come vettori di riconfigurazione dei luoghi, delle relazioni sociali e delle pratiche di cura. Più di recente ha esteso questa prospettiva all’esperienza abitativa degli studenti universitari fuori sede, tra diritto allo studio, servizi e vita quotidiana.

Negli ultimi anni l’acqua è diventata un punto di osservazione privilegiato, in cui convergono l’antropologia del rischio e quella del patrimonio. Le sue ricerche indagano come dispositivi di gestione del rischio e processi di patrimonializzazione tendano a depotenziare la dimensione relazionale dell’acqua, erodendo saperi e «culture d’uso» locali.

Una linea di lavoro parallela riguarda la salute mentale e gli archivi della sofferenza psichica, esplorati come terreno di un’antropologia impegnata nello spazio pubblico. Trasversale a questi percorsi è la riflessione sul posizionamento dell’etnografa e sugli usi  applicati della disciplina.

Unisce alla ricerca un’intensa attività di antropologia pubblica: ha condotto laboratori nelle scuole sui rischi ambientali e sulla mappatura partecipata dei quartieri e processi partecipativi sulla qualità dell’aria; interviene a incontri pubblici e presentazioni di libri con associazioni, movimenti e realtà culturali del territorio; ha curato iniziative di restituzione pubblica come i webinar Speakers’ Corner Society durante la pandemia e i laboratori su archivi e podcast.

È autrice della monografia Smottamenti. Disastri, politiche pubbliche e cambiamento sociale in un comune siciliano (CISU, 2017) e di numerosi saggi in riviste scientifiche e volumi collettanei. È membro dei comitati di redazione di Antropologia Pubblica, per la quale è responsabile della sezione Forum, e di Humanities. È socia della Società Italiana di Antropologia Applicata (SIAA) e della Società Italiana di Antropologia Culturale (SIAC).

Scarica il file

Ultimo aggiornamento: 10/10/2026

VISUALIZZA LE PUBBLICAZIONI
N.B. l'elevato numero di pubblicazioni può incidere sul tempo di caricamento della pagina
VISUALIZZA GLI INSEGNAMENTI DALL'A.A. 2022/2023 AD OGGI
10/10/2026
Sospensione delle lezioni di Antropologia del Patrimonio e del Turismo

Si avvisano le studentesse e gli studenti che le lezioni di Antropologia del Patrimonio e del Turismo dei giorni 13, 15, 19 e 20 ottobre saranno sospese e riprenderanno regolarmente giovedì 22 ottobre. 

14/09/2026
Differimento Esami Antropologia culturale e Antropologia del Patrimonio e del Turismo al 25 settembre

Si avvisano le studentesse e gli studenti  che l'appello previsto per il giorno 24 settembre è posticipato al 25 settembre alle ore 9:00

VISUALIZZA LE TESI
N.B. l'elevato numero di tesi può incidere sul tempo di caricamento della pagina

Guida alle tesi di laurea

L’argomento, il titolo e le modalità di svolgimento dell’elaborato finale e delle tesi devono essere concordati e discussi con la docente con congruo anticipo, in ogni caso, prima della compilazione del modulo di assegnazione tesi.

Per informazioni sulle scadenze burocratiche consultare il link sottostante:

https://www.disfor.unict.it/it/content/lauree-disfor

Criteri bibliografici di riferimento

Nel corpo del testo le indicazioni bibliografiche devono essere collocate tra parentesi tonda, riportando il cognome dell’autore seguito dall’anno di pubblicazione, senza virgola; seguito poi, separato da una virgola, dall’eventuale numero delle pagine:

Es: «Quando diventa rilevante solo ciò che emerge si deificano elementi fortuiti e la processualità storica rischia di essere sospesa a vantaggio di un presente senza memoria e incapace di immaginare il futuro» (Falconieri 2017, p. 41).

Le citazioni nel corpo del testo devono corrispondere con esattezza al riferimento bibliografico.

La bibliografia finale deve essere collocata in coda al testo dell’elaborato o della tesi, seguendo l’ordine alfabetico e deve essere composta secondo il modello che segue:

Libri scientifici (Monografie e Curatele)

Le opere di più autori/curatori dovranno riportare i nomi separati da virgola, eventualmente seguiti dalla dicitura a cura di, ed. o eds. poste tra parentesi tonda. 

Falconieri, I., 2017, Smottamenti. Disastri, politiche pubbliche e cambiamento sociale in un comune siciliano, Roma, CISU.

Ampolo, C. (a cura di), 1980, La città antica, Bari, Laterza. 

 

Articoli in riviste e periodici

Gli articoli in rivista dovranno riportare sempre i numeri di pagina o, in caso di periodici, il link all’articolo completo di data di ultima consultazione posta tra parentesi tonde.

Malkki, L.,1992, National geographic: the rooting of peoples and the territorialization of national identity among scholars and refugees, Cultural anthropology, 7 (1), pp. 24-44.

Giuffrida, A., 2021, Self-deprecating” black Tiktokker agency challenges prejudices in Italy, The Guardian, 5 marzo 2021. https://www.theguardian.com/world/2021/mar/05/afro-influencers-how-agency-for-italysblack-tiktokkers-is-challenging-prejudices (Ultima consultazione: 30/12/2023).

 

Capitoli in libri

Le voci relative a capitoli in libro dovranno specificare sempre le pagine. Usare il corsivo sia per il titolo del capitolo che per quello del volume. 

Grillo, R., 2002, Immigration and the politics of recognizing difference in Italy, in R. Grillo, J. Pratt (eds.), The politics of recognizing difference, Ashgate, Burlington, pp. 1-24. 

Dr. Vincenzo Giuseppe Luca Lo Re