La ricerca

Il Dipartimento di Scienze della Formazione, in linea con il Piano strategico di Ateneo 2013-15, si propone come obiettivo il potenziamento della quantità, qualità e visibilità della ricerca scientifica, pur perseguendo, fin dalla sua costituzione (come Dipartimento di Processi Formativi, in stretta connessione con l'allora Facoltà di Scienze della Formazione), obiettivi di ricerca congruenti con la sua articolata composizione in termini di aree disciplinari che lo compongono e con specifiche mission di didattica e formazione e di collegamento con il territorio.
Al Dipartimento sono stati connessi, prima in base alla cooperazione con la Facoltà e poi in autonomia, corsi di studio di area pedagogica, psicologica, e di formazione di operatori del turismo culturale. Sono stati inoltre sin dall'inizio tenuti corsi di formazione, master e perfezionamenti per insegnanti di diversi gradi scolastici, curriculari e specializzati; formazione al job placement e all'orientamento professionale; formazione in diversi ambiti di utilità per il territorio regionale.
Coerentemente con ciò, e per conseguire obiettivi di ricerca che si possano collegare intrinsecamente con la didattica, nel Dipartimento sono presenti diverse aree disciplinari:
 
  • Archeologia
  • Filosofia
  • Geografia
  • Lingue
  • Pedagogia
  • Psicologia
  • Sociologia
  • Storia
Ciascuna delle aree sopra elencate si costituisce in gruppo di ricerca; ogni macro gruppo, denominato per area disciplinare, contiene al suo interno anche dei sotto-gruppi che seguono linee di ricerca diverse ma complementari.
Tale suddivisione e organizzazione in gruppi si pone altresì l'obiettivo fissato dal succitato piano strategico d'Ateneo dell'efficace inserimento dei giovani e il recupero dei ricercatori poco operativi in gruppi di ricerca più attivi, la promozione e valorizzazione delle eccellenze, nonché l'accrescimento della capacità di attrarre ricercatori internazionali.
Parallelamente alla costituzione dei gruppi di ricerca, sono programmate apposite sezioni dipartimentali (alcune sono già formalmente costituite, altre lo saranno nel corso dell'anno) in modo da coordinare al meglio gli obiettivi sopra descritti di ciascuna area e dei relativi laboratori, descritti di seguito, fermo restando l'approccio multidisciplinare caratteristico dell'attività di ricerca, e la finalizzazione alla formazione e agli interventi sul territorio: entrambe linee-guida che costituiscono le basi essenziali della mission di ricerca del Dipartimento di Scienze della Formazione.
L'apparente eterogeneità delle aree disciplinari presenti costituisce un valore aggiunto in ottica multidisciplinare, considerata la doppia mission del Dipartimento che accomuna e connette le diversità di approcci teorico-metodologici:
  • la risposta ad esigenze di formazione (come si evince dal nome stesso del Dipartimento): formazione di base, specialistica e post-lauream, incluso l'aggiornamento del personale in servizio in ambiti disciplinari diversi;
  • la risposta ad esigenze di intervento nel territorio, scientificamente fondato ma di utilità sociale, come testimoniano le molte convenzioni che vengono attivate con realtà richiedenti supporto e consulenza operativa.
L'oggetto di questi due elementi comuni ha consentito produzioni scientifiche multidisciplinari in alcuni importanti campi, tra cui:
- studio e promozione dell'intercultura, come argomento sia di formazione (nelle scuole e in altre agenzie sociali) che di intervento applicativo;
- valorizzazione del territorio siciliano e della sua cultura: oggetto di ricerche archeologiche, storiche e filosofiche, geografiche ed economiche, psico-sociali; argomento di formazione e intervento interdisciplinare soprattutto per il turismo ma anche per l'educazione culturale;
- principi di sana alimentazione: studio che riguarda i campi di psicologia, pedagogia, economia, sociologia, psicologia, geografia e storia; anche in questo caso è facile intravvedere le possibili applicazioni sul piano sia formativo che di intervento sociale;
- trasformazione delle città: argomento che coinvolge aree di geografia, economia, sociologia, storia, pedagogia.
A queste tematiche generali di tipo interdisciplinare, si aggiungono quelle specifiche, molte delle quali collegate direttamente ed esplicitamente al territorio. Citiamo, fra le tante tematiche che emergono dalle concrete pubblicazioni dei componenti del Dipartimento:
- le strategie di acculturazione
- i pregiudizi verso gli immigrati in adulti e bambini
- le coppie e famiglie immigrate
- il movimento femminista in Sicilia
- gli atteggiamenti nei confronti del parto
- i valori generali e professionali
- il Brain Drain
- la qualità della vita in contesti urbani e rurali
- l'archeologia del territorio siciliano
- le politiche turistiche, i parchi e l'e-tourism nello sviluppo locale
- l'apprendimento delle lingue straniere
- la storia della medicina nel periodo borbonico
- le figure storiche, filosofiche e pedagogiche siciliane
- le esperienze educative e didattiche per bambini
- le applicazioni del diritto minorile nel contesto territoriale
- la psicologia sociale e delle organizzazioni
- il trattamento delle patologie degenerative e del deterioramento cognitivo
 
L'attività di ricerca-intervento sopra descritta si concretizza in laboratori, che costituiscono i luoghi concreti dove le competenze scientifiche del Dipartimento di Scienze della Formazione incontrano le esigenze del territorio e diventano strumento per la sua promozione e sviluppo.
I laboratori attivati dai gruppi di ricerca sono in parte specifici, per settore disciplinare, altri trasversali fra le diverse aree e multidisciplinari sia per approccio teorico-metodologico che per finalità applicative.
Pertanto, oltre ai laboratori specialistici di singole discipline (descritti in C.1.a) è stato attivato, in particolare, un macro-laboratorio interdisciplinare, che diviene luogo di sperimentazione e di approfondimento dei temi collegati allo sviluppo locale partecipato. Al suo interno verranno sperimentati modelli di crescita dal basso e percorsi integrati di sostegno allo sviluppo locale anche attraverso il coinvolgimento di attori privati e pubblici, Enti, reti di piccole medie imprese e operatori in genere interessati.
Nel laboratorio interdisciplinare saranno approfonditi dunque:
- lo sviluppo locale urbano e territoriale in prospettiva formativa e gestionale,
- i processi partecipativi,
- il Project Management applicato all'ambito culturale,
- i processi di educazione e animazione territoriale partecipata,
- lo sviluppo organizzativo in risposta ai bisogni dei potenziali utenti, analizzati mediante procedure e tecniche scientifiche.
Saranno possibili anche percorsi formativi aperti non solo agli studenti, ma anche a diversi soggetti collettivi (Enti pubblici, scuole, ecc.) interessati. Essi verranno realizzati anche avvalendosi di competenze esterne. L'attività formativa, che avrà natura sperimentale, si svilupperà in un percorso integrato, articolato in moduli, in cui si alterneranno lezioni frontali, esercitazioni, project work e analisi di casi studio. Ove necessario, e previa approvazione del Consiglio di Dipartimento, saranno formalizzate apposite convenzioni con Enti esterni per lo svolgimento di specifici progetti nell'ambito delle attività previste nel laboratorio.
Sul piano operativo, il laboratorio consentirà a ciascun docente che vi partecipa di avviare e portare avanti in autonomia filoni di studio e ricerca con partner privati e/o istituzionali, in base a progetti che prevedano una ricaduta a livello territoriale, e si inseriscano nel contesto progettuale comune.
Le attività che vengono realizzate mediante diverse modalità di lavoro.
Think thank, ossia realizzazione di seminari che diventino serbatoio di pensiero critico rispetto a specifici temi.
Workshop, cioè incontri a numero chiuso fra addetti al settore e specialisti, per lo studio e la realizzazione di specifiche pratiche.
Mentoring, ossia supporto scientifico, consulenza e supporto alla progettazione.
Reporting, ossia resoconto a livello di produzione scientifica dell'attività di ricerca e intervento svolte e supportate su basi empiriche.
 
Tale laboratorio ha tra i suoi scopi di rafforzare i legami tra l'attività di ricerca accademica e le vocazioni del territorio regionale, così come previsto pure dal piano strategico d'Ateneo 2013-15.
Tutti i laboratori comunicano all'esterno i risultati della loro progettazione e delle realizzazioni; le attività e le produzioni scientifiche sono evidenziate e comunicate attraverso aree specifiche del sito di Dipartimento.
Parallelamente, saranno incoraggiate sia le comunicazioni formali in contesti dedicati (Convegni e seminari nazionali e internazionali) e le pubblicazioni, specifiche e adeguate in quanto tipologia e qualità ai criteri determinati dall'Anvur a seconda dei diversi Settori Scientifico Disciplinari, che le attività di tipo divulgativo (pubblicazioni, comunicazioni massmediatiche, partecipazione e organizzazioni di eventi pubblici aperti a soggetti esterni al mondo universitario, ecc.), che andranno invece ad arricchire l'attività di public engagement del Dipartimento.
 
Al fine di facilitare il raggiungimento degli obiettivi programmati, a livello sia individuale che di gruppo, il Dipartimento si impegna al parziale supporto finanziario, attraverso un'accurata selezione delle richieste supportate da adeguati progetti scientifici-culturali, delle suddette iniziative di divulgazione scientifica. Anche la pubblicazione nei tipi di case editrici nazionali e internazionali e in collane con comitati scientifici che utilizzano metodi di selezione basati sulla peer review, nonché riviste scientifiche del medesimo spessore, sarà sottoposta al medesimo filtro. Si è a tal scopo approntato, a cura della Giunta del Dipartimento, un documento recante i criteri secondo i quali tale supporto è stabilito ed elargito. Tutto ciò al fine di incentivare e consolidare, anche in termini quantitativi, la produzione scientifica, obiettivo specifico relativo alla ricerca del Dipartimento.
Indicatori utili a monitorare e valutare il raggiungimento del suddetto obiettivo saranno sicuramente il numero delle pubblicazioni (articoli su riviste scientifiche − con particolare riguardo a quelle inserite nell'elenco riviste di serie A −, saggi in volume e monografie pubblicati da editori di rilevanza nazionale e internazionale), ma anche il numero delle partecipazioni e degli inviti a conferenze e seminari di studio in contesti universitari nazionali e internazionali.
Sarà data particolare attenzione a quei progetti che s'indirizzeranno alla cura di contatti con centri di ricerca e Atenei, ritenuti di particolare attrattiva a seconda dell'area disciplinare, nonché a progetti che tendono a costruire e mantenere fellowship internazionali.
Il monitoraggio delle azioni di organizzazione dei gruppi di ricerca in laboratori disciplinari, multidisciplinari e trasversali utilizzerà indicatori di facile accesso e trasparenza, di tipo quantitativo e qualitativo, sia ai fini del riesame 2015 che ai fini della scadenza del 2017.
Sicuramente indicatori dell'obiettivo di internazionalizzazione saranno la dimensione dei flussi in entrata e in uscita di ricercatori e l'aumento di partecipazioni a comitati direttivi di società scientifiche e riviste internazionali, altro dato di cui tener conto saranno le relazioni con enti e partner internazionali per la concretizzazione di progetti di ricerca e/o divulgazione di buone pratiche (azione che ricadrà a cavallo tra la produzione scientifica del Dipartimento e la sua attività di Terza missione).
 
Il Dipartimento si ripropone infine, sempre in connessione e nel rispetto del piano strategico d'Ateneo e a supporto dei precedenti obiettivi, di promuovere specifiche iniziative rivolte all'internazionalizzazione. Parallelamente all'iniziativa dell'Ateneo (vedi piano strategico 2013-15 scheda 4, azione specifica 2), aderire al programma di visiting professor, ruolo sinora gestito in maniera autonoma dai singoli docenti e/o all'interno di accordi Erasmus, e dunque utilizzare i fondi che per tale programma saranno destinati sia ad avviare e supportare periodi più meno lunghi (minimo un mese) di residenza e docenza presso atenei esteri, fruibili dai propri docenti, che all'accoglienza di docenti stranieri, con curriculum vitae compatibile con le tematiche di ricerca dei vari gruppi di ricerca e/o singoli ricercatori.
Tale attività sarà promossa all'interno e relativamente al programma di visiting professor in corso di attivazione da parte dell'Ateneo, e con un'attenta valutazione dei progetti individuali (in entrata e in uscita) finalizzata ad una equilibrata corresponsione dei supporti finanziari previsti. A tal fine, una volta perfezionato il programma a livello centrale, si predisporranno criteri e requisiti per l'accesso a tali incentivi.