EDUCAZIONE COMPARATA

Anno accademico 2026/2027 - Docente: STEFANO LENTINI

Risultati di apprendimento attesi

L’Educazione comparata ha una tradizione disciplinare relativamente recente, e il cui fine è la individuazione e l’analisi, in chiave comparativa, di specifici problemi e questioni educative. In tale prospettiva, si configura quale disciplina di ricerca che tende a individuare conoscenze nuove, di ordine teorico e pratico, attraverso il con­fronto tra due o più sistemi educativi (in uso in diversi paesi, in diverse regioni, in diverse epoche storiche, nei differenti luoghi della educazione formale e informale, ecc.).La finalità del corso è quella di far acquisire agli studenti conoscenze e competenze relative alla comparazione dei sistemi educativi, con particolare riguardo agli aspetti storici, teorici e metodologici della disciplina.

Nel corso delle lezioni, le studentesse e gli studenti potranno analizzare studi caso e partecipare ad attività laboratoriali volte a sperimentare modalità di comparazione sincronica e diacronica.

 

I risultati di apprendimento appresi del corso sono i seguenti:

§  capacità di definire e identificare i fondamenti storici, teorici e metodologici dell’Educazione comparata;

§  acquisizione di competenze di analisi comparativa di base, in chiave storica e nei differenti ambienti formativi (formali, non formali, informali e del territorio);

§  acquisizione degli elementi di base per la ricerca scientifica, in chiave comparativa, nei diversi contesti educativi;

§  acquisizione di conoscenze teorico-pratiche sulle professioni di educatore, pedagogista, pedagogista ricercatore nel quadro europeo.

 

I risultati di apprendimento attesi, declinati secondo i Descrittori di Dublino, sono i seguenti:

Conoscenza e capacità di comprensione (DD1)

§  Conoscere teorie e modelli in area pedagogica per interpretare gli eventi educativi e formativi in prospettivo storico-evolutiva e politico-economica.

Conoscenza e capacità di comprensione applicata (DD2)

§  Collegare i contenuti teorici e metodologici appresi alla interpretazione di eventi e dei processi passati, presenti, futuri.

Autonomia di giudizio (DD3)

§  Valutare la pertinenza delle teorie studiate rispetto alle situazioni affrontate ed alle azioni gestite e/o osservate.

Abilità comunicative (DD4)

§  Saper comunicare e condividere l’analisi degli eventi a partire dalle conoscenze del proprio ambito professionale.

Modalità di svolgimento dell'insegnamento

Le attività didattiche saranno svolte alternando: lezioni frontali; attività di gruppo ed esercitazioni; attività di ricerca; attività laboratoriali; eventuali incontri con esperti nel campo della comparazione educativa o con professionisti che operano nel campo dell’educazione.

Qualora l'insegnamento venisse impartito in modalità mista o a distanza potranno essere introdotte le necessarie variazioni rispetto a quanto dichiarato in precedenza, al fine di rispettare il programma previsto e riportato nel syllabus.

Prerequisiti richiesti

Nessun prerequisito particolare richiesto.

Frequenza lezioni

La frequenza alle lezioni, pur non essendo obbligatoria, è vivamente consigliata in ragione delle particolari modalità con cui viene svolto il programma di studio. Nel corso delle lezioni è possibile verificare l'apprendimento dei concetti base degli argomenti in programma, attraverso esercitazioni di vario genere (gruppi di studio, brevi relazioni, ecc).

Contenuti del corso

§  L'Educazione comparata: fondamenti storici, teorici e metodologici;

§  la comparazione nei sistemi educativi, nei sistemi dell'educazione formale, non formale e informale;

§  la ricerca scientifica, in chiave comparativa, nei diversi contesti educativi;

§  studi di caso;

§  le professioni di educatore e pedagogista nel quadro europeo.

Testi di riferimento

A. Parte generale:

1. N. S. Barbieri, A. Gaudio, G. Zago (eds.), Manuale di educazione comparata, Morcelliana, Brescia 2016, pp. 7-128 (121 pp.)


2. F. Olivieri, Le professioni educative tra Italia ed Europa. Percorsi di pedagogia professionale, Il Papavero, 2020 (pp.162)


3. S. Calaprice, Educatori e Pedagogisti tra formazione e autoformazione, FrancoAngeli, Milano 2020, pp. 17-44; 90-135 (72 pp.)

 

B. Studi di caso:

-        O. Firouzi, M. Miravalle, D. Ronco, G. Torrente, Al di fuori della prigione. I risultati dell’osservatorio europeo sulle alternative al carcere, in «Studi sulla questione criminale», 1/2018, pp. 89-116 (27 pp.). Consultabile e scaricabile dal seguente link https://www.carocci.it/files/riviste/digitali/05_firouzi.pdf


-   Rapporto comparativo sull’educazione in contesti detentivi. Consultabile e scaricabile dal seguente link https://cesie.org/media/freedom-comparativereport-it.pdf, (52 pp.)


-     G. Stefani, Alternative alla detenzione: quali prospettive in Europa? Analisi, buone prassi e ricerca in sette Paesi dell’Unione Europea, in «Rivista di Criminologia, Vittimologia e Sicurezza»,2/2015, pp. 100-118 (18 pp.). Consultabile e scaricabile dal seguente link http://eprints.bice.rm.cnr.it/11628/1/articolo_stefani_2015-02.pdf


-      S. Lentini, Le prime esperienze di scuola per i detenuti nelle prigioni d'Europa. Note a margine di un opuscolo di Leon Vidal riprodotto e commentato su "Effemeride carceraria", CQIA, 17, 2016, pp. 115-128 (14 pp). Consultabile e scaricabile dal seguente link https://cqiiarivista.unibg.it//index.php/fpl/article/view/260/232


-      G. Denaro, Formazione e carriera magistrale nell’Europa del XIX secolo, in G. Denaro, Il mestiere di maestra nel XIX secolo tra retoriche sontuose e sfide quotidiane. Il caso della Provincia di Catania (1861-1914), PensaMultimedia, Lecce 2026, pp.  31-51 (20 pp.)


-   N. S. Barbieri, La nascita dello scautismo e la sua diffusione internazionale; un caso di educazione non formale in prospettiva comparatistica, in M. Chiaranda (a cura di), Storia comparata dell'educazione. Problemi ed esperienze tra Otto e Novecento, Franco Angeli, Milano 2010, pp. 244-266 (22 pp.). Consultabile e scaricabile dal seguente link https://iris.unimore.it//retrieve/handle/11380/1157511/189760/Barbieri%20in%20Chiaranda%20ed.%20comparata.pdf

Programmazione del corso

 ArgomentiRiferimenti testi
1La tradizione disciplinare dell'educazione comparata N. S. Barbieri, A. Gaudio, G. Zago (eds.), Manuale di educazione comparata, Morcelliana, Brescia 2016, pp.7-37.
2Educazione comparata, convergenze-divergenze globali e etnografia nella contemporaneitàN. S. Barbieri, A. Gaudio, G. Zago (eds.), Manuale di educazione comparata, Morcelliana, Brescia 2016, pp. 43-72.
3Dai sistemi educativi formali alla galassia del non-formale e dell’informale.N. S. Barbieri, A. Gaudio, G. Zago (eds.), Manuale di educazione comparata, Morcelliana, Brescia 2016, pp, 79-123.
4Educatori professionali socio-pedagogici e pedagogisti abilitati. Scenari storico-sociali, formativi e legislativi tra passato e futuroS. Calaprice, Educatori e Pedagogisti tra formazione e autoformazione, Franco Angeli, Milano 2020, pp. 17-44.
5Dalle competenze alla performance professionale dei professionisti dell’educazione attraverso l’expertise. Seguiamo l’EuropaS. Calaprice, Educatori e Pedagogisti tra formazione e autoformazione, Franco Angeli, Milano 2020, pp. 90-110.
6I contesti e le azioni professionali. La scuola e i servizi socio-sanitariS. Calaprice, Educatori e Pedagogisti tra formazione e autoformazione, Franco Angeli, Milano 2020, pp. 111- 135.
7Studio di casi: l'istruzione in carcere in Europa nella seconda metà dell'OttocentoS. Lentini, Le prime esperienze di scuola per i detenuti nelle prigioni d'Europa. Note a margine di un opuscolo di Leon Vidal riprodotto e commentato su "Effemeride carceraria", CQIA, 17, 2016, pp. 115-128.
8Studio di casi: fotografia e tendenze delle alternative al carcere in Europa; le alternative in fase cautelare tra efficientismo e garantismo penale; le alternative alla pena detentiva fra funzioni di mero controllo e scarsa incidenza sui tassi d’incarcerazione; le alternative durante l’esecuzione della pena: esigenze deflattive e vaghi ricordi inclusivi.O. Firouzi, M. Miravalle, D. Ronco, G. Torrente, Al di fuori della prigione. I risultati dell’osservatorio europeo sulle alternative al carcere, in «Studi sulla questione criminale», 1/2018, pp. 89-116
9Studio di casi: analisi comparativa dei contesti generali dei sistemi giudiziari e dell’educazione carceraria di Austria, Cipro, Grecia, Islanda e Italia.Rapporto comparativo sull’educazione in contesti detentivi, pp. 1-52.
10Studio di casi: le misure alternative in Italia; il progetto “Reducing prison population”; il progetto CEC “Comunità Educante con i Carcerati”; il progetto AC.E.RO.; il progetto RiparAzioni; G. Stefani, Le alternative al carcere come strumento di reinserimento sociale: il caso italiano, in «Rivista di Criminologia, Vittimologia e Sicurezza»,3/2016, pp. 7-18.
11Studio di casi: buone pratiche in tema di misure cautelari e alternative alla detenzione in sette paesi europei (Italia, Bulgaria, Lettonia, Francia, Germania, Regno Unito (Scozia), Romania.G. Stefani, Alternative alla detenzione: quali prospettive in Europa? Analisi, buone prassi e ricerca in sette Paesi dell’Unione Europea, in «Rivista di Criminologia, Vittimologia e Sicurezza»,2/2015, pp. 100-118.
12Studio di casi: La diffusione dell’istruzione di massa e la secolarizzazione della classe magistrale; i modelli europei di istituti per la formazione magistrale e le prime scuole normali nell’Italia preunitaria; la condizione del mestiere e la sua progressiva femminilizzazione.G. Denaro, Formazione e carriera magistrale nell’Europa del XIX secolo, in G. Denaro, Il mestiere di maestra nel XIX secolo tra retoriche sontuose e sfide quotidiane. Il caso della Provincia di Catania (1861-1914), PensaMultimedia, Lecce 2026, pp.  31-51
13Le professioni pedagogiche in EuropaF. Olivieri, Le professioni educative tra Italia ed Europa. Percorsi di pedagogia professionale, Il Papavero, pp.17-190.
14La regolamentazione delle professioni pedagogiche in ItaliaF. Olivieri, Le professioni educative tra Italia ed Europa. Percorsi di pedagogia professionale, Il Papavero, pp. 90-128.

Verifica dell'apprendimento

Modalità di verifica dell'apprendimento

L'esame orale della disciplina Educazione comparata si svolge a conclusione del corso, secondo un calendario ufficiale, pubblicato nell'apposito sito dal DISFOR; la valutazione del colloquio finale, da parte della commissione, terrà conto, complessivamente, dei seguenti indici generali di giudizio:

§  ampiezza tematica e organicità della trattazione;

§  correttezza lessicale specialistica;

§  livello di approfondimento e capacità di collegamento teorico;

§  capacità di riferire le conoscenze ai contesti/ambiti specifici di intervento dell'educatore

La votazione è espressa in trentesimi secondo il seguente schema:

Non Idoneo

Conoscenza degli argomenti principali insufficiente. Scarsa o nulla capacità di utilizzare un linguaggio specialistico.

 

18-21

Conoscenza e comprensione deli argomenti appena sufficiente o sufficiente; modesta capacità di analizzare e sintetizzare i temi trattati e di esporli in modo chiaro.

 

22-25

Discreta conoscenza e comprensione dei principali argomenti, e discreta capacità di analisi critica e di sintesi. Utilizzo di un linguaggio appropriato.

 

26-28

Buona conoscenza degli argomenti; buona capacità di sintesi e di analisi critica; buona capacità di collegare diversi argomenti; utilizzo di un appropriato linguaggio nell’esposizione.

 

29-30

Piena conoscenza e avanzata comprensione degli argomenti; ottima capacità di collegare diversi temi, con utilizzo di un appropriato linguaggio specialistico.

 

Lode

Conoscenza e comprensione degli argomenti eccellente; capacità di analisi critica e di collegare i temi eccellente, con utilizzo di un linguaggio specialistico appropriato.

 

N.b.: la verifica dell’apprendimento potrà essere effettuata anche per via telematica, qualora le condizioni lo dovessero richiedere.

Esempi di domande e/o esercizi frequenti

Cenni storici, fondamenti teorici e metodologici dell'Educazione comparata;

Analisi critica degli "studi di caso";

Le professioni educative nel quadro europeo.